Sta accadendo a Chernobyl. A 31 anni dall’incidente nucleare, una scoperta incredibile

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Un gruppo internazionale di ricercatori ha scoperto che a Chernobyl non sono c’è vita ma abbonda anche. La zona, colpita nel 1986 dal disastro nucleare che ha portato al rilascio nell’ambiente circostante di particelle radioattive e che ha costretto gli abitanti della cittadina ad evacuare, oggi è rinata e mostra un vero paradiso naturale.

Secondo alcuni ricercatori, all’interno dell’area che è diventata riserva naturale, ci vivono alci, caprioli, cinghiali e lupi. Degli studi passati avevano dimostrato che l’incidente aveva distrutto ogni tipo di fauna selvaggia, ma oggi a distanza di 31 anni da quel tragico evento, possiamo dire che Chernobyl è rinata.

La ricerca non vuole sostenere che le radiazioni siano un bene per la vita selvaggia, ma vuole dimostrare quanto in realtà l’uomo possa provocare danni alla natura e come in sua assenza, quindi senza caccia, allevamenti o deforestazione, gli animali possano tornare a popolare un’area che, ad oggi, accoglie un numero di abitanti pari a quello delle riserve naturali incontaminate confinanti.

Ad esempio, gli studi effettuati mostrano che i lupi di Chernobyl sono 7 volte di più rispetto a quelli che vivono nelle riserve accanto, così come i dati raccolti evidenziano un forte incremento del numero di alci, caprioli e cinghiali tra il 1987 e il 1996. Stesso discorso per l’orso bruno che, dopo 100 anni, è ricomparso.

Quanto scoperto dovrebbe farci riflette sull’impatto che noi abbiamo sugli animali e sui danni che possiamo provocare sulla flora e sulla fauna che inquiniamo ogni giorno.

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