Le Iene Parlano Delle Sigarette Elettroniche: Ecco Cosa Hanno Scoperto

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Ormai la sigaretta elettronica si è diffusa in tutto il mondo credendo che sia un valido motivo per smettere di fumare, ma nessuno si chiede se faccia male o meno. A fornire questa risposta ci ha pensato Matteo Viviani alle Iene.

La sigaretta elettronica tecnicamente è un vaporizzatore meccanico. Premendo un pulsante la batteria comincia a fornire energia ad un automatizzatore, scaldando il liquido all’interno e vaporizzandolo.

E’ arrivata sul mercato circa 6 anni fa, ma è stato a partire dal 2012 che ha avuto un vero e proprio successo con oltre 1 milione di persone che sono passate dalla sigarette tradizionali a queste elettroniche.

La comunità scientifica è divisa sull’idea del se faccia male o meno. C’è chi sostiene che è innocua perchè senza nicotina, altri invece dicono che faccia male lo stesso. Cerchiamo di fare chiarezza sull’argomento.

Nel mirino dei critici ci sono soprattutto i liquidi che dopo aver svapato restano nei polmoni. Alcuni mesi fa la rivista il Salvagente, pubblicò un articolo dal titolo davvero equivocabile: “Veleni incontrollati. Piombo, cadmio, arsenico. Ecco quello che abbiamo trovato nei liquidi per sigaretta elettronica”. Questa notizia poi fu smentita dal giornale.

Sono ritornati sul caso oggi le iene che hanno avviato una nuova analisi sui liquidi. “Su 50 test solo 6 contenevano concentrazioni elevate di metalli pesanti, ma guarda caso quei sei erano sprovvisti di certificazione ed elenco degli ingredienti. Ci siamo fatti un giro nei negozi e ad essere sinceri qui a Milano quei prodotti non li abbiamo trovati. Stesso esito per quelli con la nicotina, anche se l’utilizzo di una sostanza come la nicotina ha sicuramente delle controindicazioni, sicuramente non come le sigarette”.

“Facendo attenzione a comprare i liquidi sicuri, svapare non fa male. Sicuramente non fa bene, ma fa meno male di una sigaretta. Nei liquidi non ci sono concentrazioni pericolose di metalli”. Il business ha avuto un periodo di crisi proprio per il sospetto di rischi per la salute, che però secondo il servizio non sussistono.

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