Come Funziona e dove prende i Soldi l’Isis: La Scheda

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In questi mesi e sopratutto negli ultimi giorni non si fa altro che parlare dell’Isis, l’organizzazione jihadista che ha fondato lo stato islamico in Iraq e Siria. Ma cerchiamo di approfondire di più su questa organizzazione, su cosa si basa e soprattutto su come si finanzia per organizzare attacchi e mantenersi solida.

Il Nome ISIS viene da una città, un piccolo centro agricolo siriano vicino ad Aleppo che, di per sé, non sembra avere alcuna importanza strategica, ma ne ha una simbolica fondamentale: secondo una lettura profetica sunnita dai toni apocalittici è lì che l’esercito islamico guidato dal 12mo Califfo s’incontrerà contro le armate di Roma, cioè i crociati.

Il Califfato Islamico si estende da Est di Aleppo in Siria, fino ad una fetta dell’Iraq nordoccidentale. I confini ovviamente sono sempre relativi in base alla avanzate dell’esercito siriano e dei dissidenti. La capitale scelta è Raqqa, in Siria e secondo una stima il califfato è composto da circa 11 milioni di persone.

Il mezzo più usato dall’ Isis per fare propaganda delle loro idee è senza dubbio internet e i social network ma si presentano molto organizzati in termini di diffusione delle loro idee con una rivista (Dabiq), una radio e un progetto futuro anche di una TV.

A guidare lo Stato islamico, con poteri assoluti, è Abu Omar al Baghdadi, il califfo affiancato da un vice. Da questo vertice dipendono i governatori delle province e un vero e proprio ministero della guerra composto da un numero molto elevato di forze militari stimate in circa 200mila unità.

In tutte le città controllate dall’Isis, esiste un tribunale della Sharia, la legge islamica. La “giustizia” del Califfato è differenziata secondo i “reati”: lapidazione per “adultere” e prostitute, omosessuali gettati giù da una torre, crocifissione fucilazione per i ladri, fustigazioni per i fumatori di sigarette o di tabacco con il narghilè. Tutte le pene sono comminate nelle piazze pubbliche.

I jihadisti sembrano poter contare su risorse notevoli: ingenti somme sono ricavate dalle vendite del petrolio dei giacimenti di greggio sotto il loro controllo; la razzia e la vendita di antichità; la valuta delle filiali della banca centrale irachena nelle città capoluogo espugnate come a Mosul e Tikrit e le tasse imposte alle popolazioni sottomesse. L’organizzazione prevede per il 2015 entrate per oltre 2 miliardi di dollari.

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