A Fine Pasto Non Andrebbe Mai Mangiata La Frutta. Ecco Cosa Provoca:

Molto spesso per concludere una bel pranzo o cena viene assunta della frutta. Ma questo è un comportamento giusto? A quanto pare no. Infatti sembrerebbe che la frutta assunta a fine pasto faccia aumentare i trigliceridi nel sangue e anche il peso corporeo.

Succede che nella frutta è contenuta una dose più o meno elevata di fruttosio.
Il fruttosio viene assorbito dai villi intestinali, entra nel sangue e arriva al fegato, dove può essere trasformato in glucosio oppure essere trasformato in acidi grassi in modo rapido. Il fruttosio viene trasformato in acidi grassi in modo più nettamente rapido rispetto al glucosio derivato dagli alimenti contenenti carboidrati glicemici (pane, pasta, riso, cereali, patate, legumi..).
Il processo di trasformazione del fruttosio in acidi grassi nel fegato si chiama lipogenesi.
Un eccesso di acidi grassi nel fegato si chiama steatosi epatica (fegato grasso).
Avere una steatosi epatica è una condizione che rende difficile il dimagrire.

Dunque, la frutta è importantissima in una dieta equilibrata e non va assolutamente evitata, ma è meglio assumerla in altre ore della giornata e non dopo i pasti principali. Iniziare la giornata con una buona dose di frutta a colazione è l’ideale così come non è male nemmeno fare uno spuntino a base di frutta il pomeriggio.

Per coloro che non riescono a farne a meno al termine dei pasti, meglio scegliere arance (anche come spremuta da assumere durante il pasto) o frutta esotica. Evitare invece di assumere mela, pera, banane, kaki, kiwi alla fine del pasto perché contengono dosi elevate di fruttosio, che può essere subito convertito nel fegato in acidi grassi, in particolare se presente steatosi epatica.

Per stare in salute, recuperare un sano peso forma, per far regredire la steatosi epatica e scaricare il fegato di grasso, occorre limitare la dose giornaliera di fruttosio e non mangiare frutta glucidica (mela, pera…) alla fine dei pasti.